informazioni
utili a consentirgli un pronto reinserimento nel mondo del
lavoro.
Lo schema base su cui si fonda l'intervento prevede dunque
di:
1. affidare al dipendente
un ruolo "attivo" (non lasciare una risorsa inutilizzata
e ferma, ma fare in modo
che si muova verso sbocchi di mercato, possibili per le sue
caratteristiche e aspirazioni)
2. supportare questa sua
azione con aiuti finalizzati (supporti logistici, metodologici,
psicologici, ecc.) a carico dell'azienda, tramite organizzazioni
specializzate.
La ricollocazione professionale rappresenta una soluzione
vantaggiosa per tutte le componenti del sistema:
1. la persona, che si
"rialloca" partecipando attivamente all'operazione
2. l'azienda, che chiude
un rapporto in modo definitivo, "costi" compresi
3. la business community,
che non sostiene costi di assistenza, ma si ritrova una risorsa prontamente
disponibile.
Le
normative che regolano i servizi di ricollocazione professionale
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L'intervento
svolto dalle attività di supporto alla ricollocazione
professionale vede sostanzialmente la partecipazione
di tre soggetti fondamentali:
l'Azienda
che, dovendo liberare un dipendente o gruppi dipendenti per
i motivi più diversi (esubero di personale, problemi
di ristrutturazione interna, turnover del management, ecc.),
richiede l'intervento della società di outplacement
per poter gestire al meglio questa fase, facendosi carico del
costo dell'operazione;
la
società di outplacement, che si impegna a seguire e
ad aiutare il candidato che le viene affidato, |
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fornendogli
assistenza che, a livello individuale, risulta essere,
a tempo indeterminato;
il
candidato (licenziato o dimissionario), che si impegna a seguire
il programma di outplacement con la metotologia proposta dalla
società di outplacement AISO alla quale si è affidato.
La metodologia
L'intervento
di outplacement può essere INDIVIDUALE (cioè può risultare
frutto di un accordo diretto tra il dipendente e l'Azienda)
o COLLETTIVO (cioè risultato di accordi sindacali riguardanti
gruppi di lavoratori).
L'outplacement individuale fornisce
supporto fino al completamento del processo di ricollocazione,
e prevede una metodologia caratterizzata da alcune fasi fondamentali
:
1. Il "supporto
psicologico" al candidato, finalizzato alla rimotivazione,
mediante interventi tesi alla valorizzazione della |
sua
personalità ed esperienza, con conseguente
minimizzazione del trauma personale
e professionale subito. La definizione di un "bilancio
di carriera", attraverso il quale emergono
le competenze, le migliori capacità trasferibili
ad altro contesto lavorativo ed anche i "punti
di debolezza".
Il candidato al termine di questa prima fase sarà in grado di elaborare
un "nuovo progetto professionale" coerente per potersi riproporre
sul mercato in modo realistico e "mirato". Inoltre in questa
fase iniziale il candidato potrebbe abbisognare di formazione e di aggiornamento
professionale per colmare le eventuali lacune tecnico-professionali.
2. Nella seconda fase il
candidato riceve una specifica formazione relativa alla propria
presentazione e "autopromozione" sul mercato del
lavoro: dalla corretta redazione del proprio curriculum all'applicazione
delle tecniche più efficaci per la ricerca sistematica
di un'alternativa, alla preparazione al colloquio-intervista
col potenziale nuovo datore di lavoro e così via.
3. Nella terza e ultima
fase il candidato dovrà personalmente attivarsi per
individuare l'attività e il posto di lavoro che più gli
si addicono. In pratica dovrà svolgere - con l'assistenza
del consulente che lo segue - una vera e propria azione di
marketing, avendo se stesso come "prodotto da proporre
al mercato".
L'outplacement collettivo
Nei primi anni '90 sono iniziate in Italia operazioni di outplacement collettivo.
Da allora le esperienze si sono moltiplicate e anche nei casi di ristrutturazione
che prevedono la liberazione sul mercato di gruppi di impiegati o operai
viene utilizzata la soluzione outplacement.
Gli outplacement collettivi hanno una durata predefinita e vengono generalmente
gestiti con la collaborazione anche del sindacato.
In una prima fase viene effettuato un esame della situazione aziendale,
da cui scaturisce la proposta di un progetto ad hoc.
Segue quindi la verifica e la definizione di ogni aspetto.
Se il progetto viene ritenuto valido, si procede ad inserirlo come elemento
di supporto nelle conclusioni dell'accordo sindacale.
Quindi inizia la seconda fase in cui viene messo in attività il
progetto.
Oltre all'applicazione delle tecniche di base di outplacement, questi progetti
possono prevedere talvolta anche azioni di job-search (ricerca attiva di
posizioni lavorative), che vengono condotte da specialisti incaricati. |
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