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«Non contano l’età o la residenza. Bisogna essere pronti a nuove sfide, anche quando pensi di avere una carriera stabile e un futuro sicuro». E Patrizia Brambilla questo lo può dire a ragion veduta visto che a 53 anni ha dovuto dire addio all'azienda in cui lavorava da più di 22 e nella quale era diventata dirigente. «Sono entrata in quella società nel 1992 e dopo soli sei anni ero già responsabile HR e relazioni industriali. Ma a fine 2013 l’azienda ha attraversato una fase di riassetto interno e mi è stato proposto di abbandonare alcune delle attività di gestione che più mi emozionavano. Non ho accettato e da quel momento è cambiato tutto», spiega Patrizia che da lì a poco è stata costretta ad abbandonare il suo posto di lavoro.
Da quel momento la sua vita è cambiata totalmente: i tempi si sono dilatati, le giornate allungate e persino la sua casa le sembrava estranea. L'idea di rimettersi alla ricerca di un nuovo lavoro la disorientava: «Ho avuto bisogno di ricominciare davvero dalle piccole cose. Mi sono chiesta, per esempio: cosa scrivo sul curriculum? In che modo affronto un nuovo colloquio? Per questo ho colto al volo l’opportunità che mi è stata offerta dalla vecchia azienda di partecipare a un programma di outplacement».

Il confronto con altre persone fa crescere

Il che ha significato imparare a relazionarsi con gli headhunter, a far valere la propria esperienza e, soprattutto, a non smettere di credere nelle sue potenzialità. Ma anche seguire corsi, consultare docenti, sostenere esami. «Confrontarsi con altre persone che, come te, stanno attraversando un momento di cambiamento, è fondamentale. Hai bisogno di un supporto pratico, per tornare a essere parte attiva sul mercato, ma cerchi anche qualcuno che ti sostenga psicologicamente» , sottolinea Patrizia.
Un percorso di crescita e di cambiamento che a febbraio 2015 l'ha portata in una multinazionale specializzata in elettronica di consumo della quale è oggi HR Manager. Con il nuovo lavoro sono arrivati gli spostamenti. Patrizia, infatti, si occupa di una business unit che ha sede in Emilia Romagna, e che la costringe a passare almeno 4 o 5 giorni alla settimana lontana dalla Lombardia, regione dove abita. «Ma va bene così» rassicura. «Oggi la flessibilità è tutto. A qualsiasi età».