{"id":1828,"date":"2022-01-28T12:05:46","date_gmt":"2022-01-28T12:05:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aiso-outplacement.it\/?p=1828"},"modified":"2022-02-02T07:09:37","modified_gmt":"2022-02-02T07:09:37","slug":"6-step-per-mantenersi-attraenti-sul-mercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiso-outplacement.it\/?p=1828","title":{"rendered":"6 step per mantenersi attraenti sul mercato"},"content":{"rendered":"\n<p>I dati Istat parlano chiaro: un terzo degli occupati in Italia appartiene alla fascia d\u2019et\u00e0 50-64 anni (sono 7,5 milioni), mentre nel 2004 erano 4,5 milioni. Vero, \u00e8 l&#8217;effetto dell\u2019invecchiamento della popolazione e delle riforme previdenziali che hanno innalzato l\u2019et\u00e0 per la pensione, ma anche della maggiore esperienza dei senior soprattutto per quanto riguarda i profili tecnici, vale a dire ingegneri e periti. Professionalit\u00e0 che fra i giovani si faticano a trovare. Lo confermano anche i dati di Unioncamere, in base ai quali nel primo trimestre gli imprenditori hanno avuto difficolt\u00e0 a reperire un lavoratore ogni cinque assunzioni (il 19,9% contro il 12% del 2016). Per due candidati su tre l\u2019esperienza lavorativa \u00e8 un requisito insieme alla preparazione scolastica di qualit\u00e0. Cos\u00ec in molte aziende, soprattutto nelle Pmi, il turn over ha favorito i senior. Ma va detto che molti senior espulsi dalle aziende durante la crisi non sono riusciti a ricollocarsi e sono finiti tra i disoccupati, gli inattivi, o figurano tra i 170mila esodati salvaguardati per il pensionamento con le vecchie regole. In questo quadro complesso per aumentare le possibilit\u00e0 di ricollocarsi e cogliere le occasioni che il mercato presenta, aggiornare le proprie skill \u00e8 fondamentale per mantenere alta la propria attrattivit\u00e0 professionale. In Italia finora il lavoro \u00e8 stato vissuto come un contenitore dove passare la vita, dove l&#8217;organizzazione della nostra carriera era interamente gestita dalla azienda per cui si lavorava. Ora \u00e8 esattamente il contrario. Il percorso lavorativo di ognuno di noi \u00e8 nelle nostre mani. Siamo noi che dobbiamo mantenerci allenati per poter progredire costantemente ed essere in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni delle imprese. Ecco allora i 6 step per un&nbsp;training completo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1- Verificare competenze<\/strong>. Come un atleta prima di iniziare la stagione sportiva verifica a che punto \u00e8 la sua preparazione, cos\u00ec un professionista intenzionato a tenersi aggiornato deve fare un test di valutazione delle&nbsp;proprie competenze per realizzare&nbsp;quali sono le aree da migliorare e sulle quali intervenire con una formazione mirata e ripetuta nel tempo, in grado di dargli quella preparazione che gli serve per sentirsi utile e spendibile sul mercato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2- Coltivare le soft skill. <\/strong>La preparazione tecnica \u00e8 importante, ma nelle organizzazioni di oggi lo sono anche le soft skill (lingue straniere, capacit\u00e0 di analisi, flessibilit\u00e0 nell&#8217;accettare le nuove tecnologie, approccio innovativo al lavoro etc.). Su queste occorre lavorare con percorsi formativi adeguati o con un coaching costante. Perch\u00e9 \u00e8 fondamentale&nbsp;darsi obiettivi nuovi e diversi e raggiungerli velocemente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3- Aggiornare le hard skill<\/strong>. Nelle imprese di oggi \u00e8&nbsp; importante capire le competenze tecniche che un senior ha sviluppato nel tempo e che deve aggiornare rispetto al mestiere che svolge o al ruolo che ricopre. Quindi anche su questo fronte dalla formazione continua non si scappa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4- Fare marketing di se stessi. <\/strong>Lavorare sulla relazione allargata, quindi sui propri contatti. Ci\u00f2 significa coltivarli in modo costante e continuativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5- Costruire un network con i Millennials.<\/strong> Oggi pi\u00f9 che mai per entrare nelle aziende \u00e8 basilare imparare a relazionarsi con i Millennials, la generazione di lavoratori 27-35enni che fra 10 anni occuper\u00e0 gran parte dei posti strategici nelle organizzazioni. Al momento, per\u00f2, molti over 45 faticano ad avere un dialogo con i junior, un po&#8217;anche per la loro seniority che li porta ad avere erroneamente con loro un atteggiamento insegnante\/alunno. Invece \u00e8 importate saper capire e dialogare con chi ha meno esperienza lavorativa, ma possiede una grande competenza sul fronte della comunicazione digitale. Perch\u00e9 solo con la relazione si pu\u00f2 crescere entrambi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>6-&nbsp;Agire sul personal branding<\/strong> <strong>e sulla social reputation. <\/strong>Bisogna saper comunicare nel modo giusto e pi\u00f9 adeguato la propria competenza ed esperienza. Cos\u00ec come \u00e8 importante sapere cosa pensa di&nbsp;noi il mercato e avere la capacit\u00e0 di gestire un network online e gli output che da esso arrivano. Oggi se il mercato ha un\u2019 opinione negativa di noi, nonostante l&#8217;esperienza, non&nbsp;&nbsp;si va&nbsp;da nessuna parte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati Istat parlano chiaro: un terzo degli occupati in Italia appartiene alla fascia d\u2019et\u00e0 50-64 anni (sono 7,5 milioni), mentre nel 2004 erano 4,5 milioni. 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