{"id":1870,"date":"2022-01-28T19:44:08","date_gmt":"2022-01-28T19:44:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aiso-outplacement.it\/?p=1870"},"modified":"2022-02-02T07:09:37","modified_gmt":"2022-02-02T07:09:37","slug":"formazione-fa-rima-con-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aiso-outplacement.it\/?p=1870","title":{"rendered":"Formazione fa rima con prevenzione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un mercato del lavoro in continua evoluzione, dove gli scenari cambiano alla velocit\u00e0 della luce, non esistono pi\u00f9 punti fermi se non noi stessi, quello che conosciamo e il valore aggiunto che siamo in grado di dare all&#8217;azienda per cui lavoriamo. \u00abPer questo \u00e8 fondamentale investire su se stessi con una formazione continua. Pena l&#8217;uscita definitiva dal mercato del lavoro qualificato\u00bb. Ne \u00e8 convinto<strong> Filippo Cutillo Hr director di Saes Getters<\/strong>, multinazionale specializzata nella produzione di apparecchi elettrici scientifici. Un concetto che i pi\u00f9 giovani hanno capito da tempo perch\u00e9 da subito abituati a muoversi nell&#8217;incertezza e nella precariet\u00e0 di un&nbsp;mercato mobile, ma che gli over 45 fanno ancora fatica a comprendere, specie quelli che sono entrati in un&#8217;azienda subito dopo la laurea o il diploma e che da l\u00ec non si sono mai mossi. \u00abSono loro l&#8217;anello debole in questo momento storico\u00bb, continua Cutillo,\u00absia che si tratti di dirigenti, quadri o impiegati. Ed \u00e8 su di loro che occorre concentrarsi con<strong> programmi mirati di consulenza di carriera<\/strong>. Obiettivo: metterli in grado di affrontare il mercato nel migliore dei modi in caso di perdita del posto di lavoro a causa di riorganizzazioni aziendali, fusioni o acquisizioni oggi all&#8217;ordine del giorno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Formarsi per non perdere competitivit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sfida non facile da vincere viste le numerose barriere da abbattere a partire da quella culturale. \u00abGi\u00e0 perch\u00e9 da una parte ci sono le imprese ancora restie e investire sul fronte della formazione preventiva e dall&#8217;altra ci sono i dipendenti che quando sentono parlare di consulenza di carriera o di outplacement si allarmano e pensano subito a un imminente licenziamento\u00bb commenta Cutillo. \u00abNon hanno ancora capito che le societ\u00e0 di consulenza di carriera o di outplacement non sono quelle che ti trovano un lavoro al di fuori dalla tua societ\u00e0, ma quelle che offrono un servizio di tipo consulenziale focalizzato sull&#8217;aggiornamento della propria professionalit\u00e0 e sull&#8217;analisi delle proprie competenze, strumenti che poi consentono anche di <strong>far incrociare meglio domanda e offerta di lavoro <\/strong>perch\u00e9 aiutano a mettere a fuoco la propria identit\u00e0, posizionamento e reputazione personale sul mercato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I pregiudizi non servono ad avere appeal<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la necessit\u00e0 di tenersi aggiornati sulle proprie competenze non \u00e8 il solo ostacolo da abbattere tra gli over 45, come ben evidenzia<strong> Jennifer Mondello Hr manager di Tupperware Italia<\/strong>, societ\u00e0 leader nel settore della vendita diretta, nota soprattutto per i suoi contenitori alimentari con sigillo ermetico: \u00abIn genere questo target di popolazione aziendale \u00e8 molto prevenuto nei confronti dei percorsi di coaching. C&#8217;\u00e8 da parte loro un po&#8217; di presunzione, sia che si tratti di quadri o dirigenti. Sono convinti di non avere nulla da imparare, di avere gi\u00e0 i contatti giusti, di sapersi muovere bene sul mercato del lavoro, forti dei loro anni di esperienza. Senza rendersi conto che cos\u00ec facendo sottovalutano quanto il mondo professionale sia cambiato, negli strumenti, nei canali di comunicazione, nelle competenze tecniche e relazionali richieste. La realt\u00e0 oggi impone un aggiornamento continuo se non si vuole rischiare di essere esclusi, di restare ai margini\u00bb. Come se non bastasse sono ancora molti i dirigenti e quadri, \u00abspecie se uomini\u00bb aggiunge Mondello, \u00abconvinti che percorsi come quello proposto dall&#8217;outplacement siano per figure perdenti, per questo viene ancora vissuto come una vergogna, come una cosa da cui stare alla larga\u00bb. Nulla di pi\u00f9 sbagliato.<br>\u00abNegli ultimi anni ho avuto modo di utilizzare<strong> l&#8217;outplacement <\/strong>e in base alla mia esperienza, posso dire che si tratta di uno strumento concreto, reale non solo per la ricollocazione professionale, ma anche e soprattutto come percorso personale, di conoscenza di s\u00e9, tramite la mappatura delle proprie conoscenze e competenze. E i risultati non si sono fatti attendere\u00bb, precisa Mondello (<em>foto sopra<\/em>). Occorre aprire la mente, vedere oltre il proprio caso personale, analizzare il mercato nel suo complesso. Solo in questo modo ci si pu\u00f2 rendere conto che la crisi economica che ha colpito il Paese negli ultimi anni e costretto molte azienda a effettuare tagli trasversali di organico, ha rimesso sulla piazza professionisti senior di primo livello e le prime ad accorgersene sono state proprio le imprese.<br>\u00abOggi quando a un&#8217; azienda in cerca di personale viene segnalata una figura che ha fatto un percorso di outplacement non c&#8217;\u00e8 alcuna prevenzione\u00bb, spiega Cutillo. \u00abSappiamo bene che per colpa della recessione molti manager validi hanno perso il loro posto di lavoro. Non \u00e8 una vergogna, ma la realt\u00e0 delle cose e come tale deve essere vissuta anche da quelle risorse che da un giorno all&#8217;altro si sono ritrovate senza occupazione. Il risultato \u00e8 che oggi sulla piazza ci sono molti professionisti di fascia alta che possono dare ancora molto alle imprese. Tanto che in Saes Getters abbiamo in parte assunto e in parte coinvolto come manager a tempo, diversi dirigenti in outplacement\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Aziende, managenent e societ\u00e0 di consulenza insieme per un sano cambio culturale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo cambiare mentalit\u00e0 e atteggiamento culturale non \u00e8 una scommessa facile da vincere. &nbsp;Richiede tempo e un duro lavoro di semina sia tra gli over 45, sia ai piani alti delle aziende. Questo implica \u00abparlare di pi\u00f9 e in tempi non sospetti di <strong>formazione, di aggiornamento professionale e outplacement <\/strong>nelle aziende made in Italy anche e soprattutto in tempi non sospetti e non solo quando le organizzazioni sono in crisi o in fase di ristrutturazione\u00bb suggerisce Mondello invitando le societ\u00e0 specializzate in consulenza di carriera a essere pi\u00f9 proattive con le imprese, prevedendo pi\u00f9 incontri e mettendo a punto programmi mirati per le diverse popolazioni aziendali che tengano conto delle loro criticit\u00e0 e che quindi prevedano approcci diversi. \u00abAffinch\u00e9 le cose cambino sul fronte delle politiche attive occorre una maggior apertura mentale da parte di tutti i protagonisti del mercato del lavoro: aziende, management, personale, organizzazioni sindacali e societ\u00e0 di consulenza e formazione\u00bb conclude Cutillo. \u00abQueste ultime dal canto loro devono puntare a un livello qualitativo pi\u00f9 elevato, mettendo in campo consulenti senior che abbiano competenze pi\u00f9 alte, che conoscano meglio e da vicino le dinamiche e le organizzazioni aziendali. Senza dimenticare di fornire un <strong>servizio worldwide<\/strong>, visto che difficilmente le imprese italiane saranno in grado di crescere del 3% nei prossimi anni\u00bb. Tendenza confermata anche da alcuni head hunters nazionali in base ai quali il numero di imprese che richiedono personale da trasferire all\u2019estero \u00e8 in costante crescita cos\u00ec come quello dei candidati disponibili a questo tipo di esperienza, tanto che per il 2016 si prevede un ulteriore incremento del 10% circa. Fra le mete predominanti: Regno Unito, Germania, Cina, Giappone, Usa. La sfida \u00e8 aperta, dunque, vietato restare alla finestra e chiudersi in se stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un mercato del lavoro in continua evoluzione, dove gli scenari cambiano alla velocit\u00e0 della luce, non esistono pi\u00f9 punti fermi se non noi stessi, quello che conosciamo e il valore aggiunto che siamo in grado di dare all&#8217;azienda per cui lavoriamo. \u00abPer questo \u00e8 fondamentale investire su se stessi con una formazione continua. 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