
Da un’analisi di AISO, Associazione Italiana Società di Outplacement, emerge che nel primo semestre del 2025, il successo del percorso di Outplacement è vicino al 90%, dato che testimonia l’efficacia di un programma personalizzato e intensivo. E’ significativo che dopo soli 4,5 mesi medi (dato in leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2024, ovvero 4,8 mesi), siano già rientrati nel mercato il 68% dei lavoratori (impiegati di primo livello, quadri e dirigenti), mentre il restante 22% circa rientra nel mercato con un tempo medio un po’ più lungo.
Nel dettaglio, i tempi di rientro nel mercato del lavoro dei dirigenti si è attestato intorno ai 5 mesi medi (in leggero calo rispetto ai primi mesi del 2024), quello dei quadri intorno ai 4,6 mesi (stabile rispetto allo stesso periodo del 2024). Infine, calano leggermente anche i tempi di ricollocazione degli impiegati di primo livello: 4,1 mesi rispetto ai 4,2 dello stesso periodo del 2024.
I tempi medi di rientro nel mercato del lavoro che AISO vanta testimoniamo una accelerazione dei tempi di ricollocazione, circa del doppio rispetto alle persone senza supporto, secondo l’esperienza di AISO.
Lo studio di AISO evidenzia inoltre che tra i settori in cui sono stati maggiormente ricollocati i quadri e dirigenti rientrano soprattutto: il chimico/farmaceutico, IT, fashion, mentre le funzioni commerciali, engineer e amministrative/finance sono quelle che stanno registrando l’incremento più consistente. Inoltre, AISO analizza il tema del contratto a tempo indeterminato: la maggioranza degli over 50 valuta con maggiore interesse una forma contrattuale flessibile rispetto ad un contratto da dipendente. Dall’analisi dell’associazione emerge che, nei primi 6 mesi del 2025, il 59% delle persone che è stato coinvolto nel processo di rientro nel mercato del lavoro è passato ad un nuovo lavoro con un ruolo uguale o superiore (nei primi sei mesi del 2024 erano il 71%). Inoltre, il 63% ha trovato una posizione con un compenso uguale o superiore (stabile rispetto allo stesso periodo del 2024). Infine, gli uomini (58,8%) sono più coinvolti nel processo di ricollocazione (nei primi sei mesi del 2024 erano il 61,8%).
«AISO sta ultimando la presentazione di una proposta di legge che mira a individuare fondi europei per sostenere economicamente l’utilizzo dell’outplacement, promuovendone l’attivazione in specifiche situazioni, come già avviene in Francia e Spagna, dove il ricorso all’outplacement è obbligatorio in diversi casi. Il sistema delle politiche attive vigenti può evolvere ulteriormente, mettendo in campo azioni concrete per supportare la crescita dell’individuo e favorire un’employability dinamica, adeguata alle esigenze del momento. In un contesto in cui le competenze si trasformano rapidamente e i lavori cambiano con grande velocità, è fondamentale favorire l’apprendimento continuo, perché pone le basi per conoscere meglio se stessi, comprendere il mercato attivo e individuare i canali migliori per navigarlo e coglierne le opportunità. L’outplacement può così diventare un potente acceleratore di crescita per le persone. È un piacere constatare come le istituzioni, in questo momento, siano particolarmente recettive e disponibili all’ascolto, al dialogo e alla collaborazione per il bene comune», afferma Cristiano Pechy, presidente di AISO.
