In nove casi su 10 il percorso di Outplacement ha successo

Dall’analisi dei dati AISO, Associazione Italiana Società di Outplacement, emerge che il successo del percorso di Outplacement è vicino al 90%, dato che testimonia l’efficacia di un programma di supporto alla ricollocazione professionale personalizzato e intensivo.

Cetti Galante, CEO di Intoo, società internazionale di Outplacement e Employability, e Vicepresidente di AISO, spiega che: “i percorsi di transizione di carriera sono personalizzati per definizione. Il primo incontro conoscitivo con la persona serve proprio ad approfondire il suo momento professionale, cosa rappresenta il lavoro nel suo progetto di vita, cosa intende fare del suo futuro, se desidera cambiare strada, trovare un diverso work life balance o se aspira ancora a una evoluzione della sua carriera in una azienda. Sempre più spesso le persone in transizione ci riportano che vogliono smettere di lavorare come dipendente e intendono portare avanti come free lance un proprio progetto, in continuità con quello che hanno fatto o trasformando un hobby in un lavoro. Molti manager desiderano lanciare una propria impresa o lavorare nel no profit. Tantissimi non hanno le idee chiare, quasi tutti non hanno mai focalizzato appieno le loro competenze forti e soprattutto non hanno focalizzato come mettere a terra queste competenze in ambiti o ruoli diversi dal passato. Pochissimi mettono a fuoco che con una certificazione in più o un training mirato possono realizzare un salto importante in un ruolo futuro più retribuito e evoluto del precedente. La messa a punto di un piano di azione avviene dopo che si sono chiariti tutti questi aspetti preliminari. Il supporto, l’allenamento, il confronto con un consulente di carriera vede una allocazione del tempo disproporzionale da persona a persona, perché ci si concentra su quelle attività e sulla messa a punto di quelle tecniche che permettono di abbreviare i tempi di transizione. Per alcune persone sarà importante fare simulazioni di colloqui di lavoro su posizioni aperte reali, per altre sarà fondamentale allenare le tecniche di networking, per altre sarà rilevante perfezionare la comunicazione di sé stessi nei social, per molti l’obiettivo andrà ritardato man mano che si procede. Ma nulla è rilevante se non è chiaro il proprio potenziale, il confine tra sogno e piano perseguibile, il posto che il lavoro deve occupare nella propria vita, la messa a fuoco delle proprie competenze. Il ruolo del consulente di carriera in questa ottica diventa dunque fondamentale, come lo è quello dei consulenti specializzati sulle varie tematiche rilevanti: l’era dei tuttologi anche nella consulenza di carriera è finita. Il consulente di carriera deve conoscere i ruoli e le skills del settore di provenienza della persona, perché solo così potrà individuare la spendibilità allargata di quelle competenze, anche in settori diversi. Deve conoscere il territorio, le opportunità presenti sul mercato, la evoluzione delle Industries. Deve anche essere empatico, capire a che ritmo la persona può andare, quanto e dove fermarsi per dare tempo di metabolizzare”.

“La combinazione di tecnica , competenza e sensibilità personale è la chiave per il raggiungimento del risultato. E il risultato arriva, mediamente in 4 mesi e mezzo di percorso, tenendo conto che le persone che supportiamo nella transizione lavorativa hanno mediamente più di 45 anni, più di 50 a livello manageriale. Cosa sarebbe ideale? La perfetta sinergia delle società private specializzate in supporto alla ricollocazione professionale con i centri per l’impiego, per arrivare a un sistema di politiche attive che definisce con precisione il potenziale delle persone, partendo dalle loro competenze e dal loro ruolo, in quello specifico territorio, che definisce la formazione che farà la differenza per la ricollocazione professionale e che accompagna le persone formate o pronte nella ricerca di una nuova occupazione, fino al raggiungimento dell’obiettivo. Le persone che cercano lavoro da sole commettono tanti errori, che spesso ritardano il rientro del mercato. Uno sparring partner competente, accanto a ciascuno, che ritaglia sulla persona il focus e la durata delle varie attività necessarie fa tutta la differenza”, conclude Cetti Galante.

Intoo, società di Gi Group Holding, è attiva in Italia e nel mondo nei servizi di sviluppo e transizione di carriera con una expertise d’eccellenza, supportando le persone in percorsi di crescita mirati allo sviluppo professionale in un mercato del lavoro in costante trasformazione.