AISO propone fondi europei per sostenere l’outplacement e l’employability continua

Le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro sono sempre più rapide e profonde. Non riguardano solo chi perde l’occupazione, ma coinvolgono un numero crescente di persone e aziende chiamate ad adattarsi a modelli organizzativi, competenze e professionalità in costante evoluzione. In questo contesto, la vera sfida non è soltanto gestire le transizioni già avvenute, ma anticipare il cambiamento, investendo per tempo sull’aggiornamento delle competenze e sull’employability delle persone.

Da qui nasce la necessità di accompagnare i percorsi professionali lungo tutto l’arco della vita lavorativa, attraverso strumenti strutturati di orientamento, riqualificazione e supporto alla mobilità, come l’outplacement, inteso non solo come risposta a una crisi occupazionale, ma come leva strategica di prevenzione e di tutela del capitale umano.

“Nei momenti di forte trasformazione, e non esclusivamente in caso di perdita del lavoro, diventa fondamentale poter contare sul supporto di professioniste e professionisti in grado di aiutare le persone a leggere il mercato, valorizzare le proprie competenze e compiere scelte consapevoli per il proprio futuro professionale”, spiega Cristiano Pechy De Pechujfalu, director di Talent Solutions, brand di ManpowerGroup, e presidente di AISO. “Talent Solutions affianca le aziende nella loro crescita lungo tutto il ciclo di vita dei talenti, supportando sia le organizzazioni sia le persone nei momenti di cambiamento.”

Per incentivare una diffusione più ampia e strutturata di questi strumenti, AISO ha presentato una proposta di legge finalizzata a individuare fondi europei a sostegno dell’outplacement, promuovendone l’utilizzo in situazioni specifiche e strategiche. Un approccio già adottato in Paesi come Francia e Spagna, dove il ricorso all’outplacement è obbligatorio in diversi casi.

Il sistema delle politiche attive del lavoro può e deve evolvere ulteriormente, mettendo in campo azioni concrete che non si limitino alla gestione dell’emergenza, ma che favoriscano una employability dinamica, capace di accompagnare le persone nelle fasi di transizione, riqualificazione e riposizionamento professionale.

In questa direzione si inserisce anche la proposta presentata da Walter Rizzetto, che mira a rendere obbligatorio il ricorso ai servizi di supporto alla ricollocazione professionale in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, riorganizzazioni aziendali o delocalizzazioni produttive.

“Investire in modo strutturato sulle competenze e sull’employability non significa soltanto tutelare i lavoratori nelle fasi di transizione, ma contribuire in maniera concreta alla competitività del Sistema Italia. La capacità di anticipare le trasformazioni del mercato del lavoro, valorizzando il capitale umano, rappresenta un fattore strategico imprescindibile per sostenere la crescita e il posizionamento internazionale del Paese.”, conclude Pechy de Pechujfalu.